Voglio chiarire subito una cosa importante: riposo, ghiaccio, antinfiammatori, talloniere, plantari, fisioterapia e calze compressive non sono necessariamente rimedi sbagliati.
Il problema è che, in molti casi, i genitori si concentrano soprattutto sulla gestione del dolore, senza intervenire direttamente sui fattori meccanici che continuano a sollecitare il tallone.
Ed è proprio questo che può spiegare perché il dolore tende a ricomparire quando il bambino torna a correre, saltare e allenarsi.
Per capire meglio il motivo, analizziamo cosa succede con ciascuna delle soluzioni più comuni.
Il riposo
Quando il bambino smette di praticare sport, il dolore generalmente diminuisce.
L'irritazione si riduce, il dolore si attenua e sembra che il problema stia finalmente passando.
Ma durante quelle settimane c'è una cosa che non si ferma: la crescita.
Il calcagno continua a svilupparsi e allungarsi. Il tendine d'Achille, invece, deve adattarsi progressivamente a questi cambiamenti.
Per questo il semplice riposo non garantisce che il rapporto tra osso, muscoli e tendine sia cambiato quando il bambino torna ad allenarsi.
Ed è qui che molte famiglie entrano in un ciclo frustrante:
stop → miglioramento → ritorno allo sport → dolore → nuovo stop.
Il bambino perde allenamenti, partite e occasioni per stare con i compagni. Poi, quando prova a tornare al normale livello di attività, il dolore ricompare.
Il riposo può quindi essere una parte importante della gestione, ma far diminuire temporaneamente il dolore non significa necessariamente aver eliminato ciò che continua a provocare lo stress.
Ghiaccio e antinfiammatori
Ghiaccio e farmaci antinfiammatori possono essere utili per controllare temporaneamente dolore e infiammazione.
Il problema è che agiscono principalmente sulla risposta del corpo, non necessariamente sulla sollecitazione meccanica che l'ha provocata.
Se il tendine continua a esercitare tensione sulla zona sensibile durante la corsa e i salti, lo stimolo può ripresentarsi non appena l'attività aumenta nuovamente.
È un po' come abbassare il volume di un allarme senza intervenire sulla situazione che lo ha fatto scattare.
Inoltre, quando si parla di bambini, l'utilizzo di farmaci deve sempre essere valutato con un medico o pediatra.
L'obiettivo non dovrebbe essere semplicemente permettere al bambino di giocare senza sentire dolore, ma capire perché il dolore compare e come gestire correttamente il carico.
Le talloniere
Le talloniere hanno una funzione precisa: aumentare l'ammortizzazione sotto il tallone e ridurre parte dell'impatto durante l'appoggio.
Ma nella tallonite associata alla crescita bisogna considerare anche ciò che accade nella parte posteriore del piede.
Il tendine d'Achille si inserisce sul calcagno e, durante la corsa e i salti, esercita una trazione sulla zona di accrescimento.
Questo significa che mettere più materiale sotto la parte inferiore del tallone non equivale automaticamente a ridurre la tensione esercitata posteriormente dal tendine.
La talloniera può quindi diminuire parte dell'impatto senza necessariamente risolvere il problema della trazione.
Ecco perché alcuni genitori provano una talloniera, vedono magari un piccolo miglioramento iniziale e poi si chiedono perché il dolore ritorni quando l'attività aumenta.
I plantari ortopedici
I plantari possono essere estremamente utili quando esiste un problema di appoggio o di allineamento del piede.
Però riguardano l'arco plantare e aiutano in situazioni come piede piatto e iperpronazione.
In sintesi: I plantari non c'entrano nulla con il dolore al tallone.
Inoltre un bambino può avere un piede perfettamente allineato e sviluppare comunque dolore durante una fase di crescita particolarmente rapida.
Questo non significa che i plantari siano inutili.
Significa che devono essere utilizzati quando il problema che si vuole correggere è effettivamente quello presente.
Spendere centinaia di euro per un plantare personalizzato non farà sparire il dolore al tallone.
La fisioterapia
La fisioterapia può avere un ruolo importante.
Gli esercizi di mobilità possono aiutare a migliorare progressivamente la flessibilità del polpaccio e del tendine d'Achille, mentre il lavoro di forza può aumentare la capacità dei tessuti di gestire i carichi.
Ma durante una fase di crescita veloce il corpo cambia continuamente.
L'osso può crescere più rapidamente di quanto il sistema muscolare e tendineo riesca ad adattarsi.
Quindi il fisioterapista può lavorare per migliorare la mobilità del tendine, mentre contemporaneamente il corpo sta modificando la lunghezza dell'osso.
È anche per questo che alcuni genitori raccontano:
“La fisioterapia aveva aiutato, ma quando mio figlio è tornato agli allenamenti completi il dolore è tornato.”
Questo significa che il tessuto non era ancora pronto a sostenere nuovamente lo stesso volume e la stessa intensità di attività.
Il problema non è trovare un rimedio che faccia sparire il dolore per qualche ora o qualche giorno.
Il vero obiettivo è capire perché quel dolore continua a comparire quando il bambino torna a fare sport.
È aiutare il bambino a tornare progressivamente alle attività che ama, gestendo meglio lo stress sul tallone mentre il suo corpo continua a crescere.